Biomasse: tutto quello che c’è da sapere

 

La norma che sta alla base della legislazione riguardante le Biomasse è la DIRETTIVA EUROPEA 2009/28/CE che definisce la biomassa come “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendenti sostanze animali e vegetali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.

Le Biomasse possono essere classificate seguendo criteri diversi, a seconda dei casi:

  • VITALITÀ: in base alla presenza al loro interno di organismi viventi (biomassa vivente), piuttosto che morti (biomassa morta);
  • CONTENUTO DI ACQUA: biomassa fresca oppure biomassa secca;
  • ORIGINE: biomassa animale o biomassa vegetale.

Ulteriore classificazione:

  • FITOMASSA: biomassa che ha origine dalle piante;
  • ZOOMASSA: biomassa cha origine animale;
  • MICROBICA: biomassa che ha origine da microrganismi.

Negli ultimi 10 anni, nel mondo, le previsioni ci dicono che il consumo di biomasse per la produzione di energia, soprattutto grazie all’incremento dell’utilizzo del “pellet” per il riscaldamento, passerà dagli attuali 15 milioni di tonnellate a 45 milioni di tonnellate entro il 2020. Solo in Italia il consumo di “pellet” è a oggi di 3 milioni di tonnellate.