Bolletta elettrica aprile: smentita la bufala dei 35 euro in più

Paura della bolletta di aprile? Pare che su Whatsapp circoli un messaggio che invita gli utenti a non pagare un presunto rincaro che arriverà con la bolletta di aprile. Il rincaro in questione sarebbe di circa 35 euro e si riferisce alla delibera 50/2018 dell’ARERA, di cui abbiamo già parlato.
Sembra però che in realtà si tratti di una bufala bella e buona.

Whatsapp: il messaggio incriminato

Sull’app di messaggistica del gruppo Facebook, Whatsapp, gira un messaggio che avverte gli utenti di un rincaro “tra le 30 e le 35 euro” che sarà presente sulla bolletta elettrica di aprile “per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga)” e invita le persone a non pagare la bolletta, ma di aspettare la pronuncia del Tar in merito.

L’origine della bufala

In realtà si tratta di una bufala: la cifra pare che sia stata divulgata da Altroconsumo, che però dichiara di non essere responsabile. Il rincaro non ha nessun fondamento e anche la spiegazione della motivazione è stata fraintesa.

Il messaggio si riferisce al fatto che l’ARERA, cioè l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i rifiuti, di recente ha approvato una delibera, la 50/2018, con la quale garantirà ai distributori elettrici di recuperare, tramite le bollette di tutti i consumatori, i crediti dei morosi. In parole povere: tutti i consumatori, anche quelli che pagano regolarmente le tasse, dovranno pagare di più per colmare le lacune di chi non ha pagato.
Questo porterà ovviamente una maggiorazione delle fatture degli utenti, ma la cifra non ammonterà assolutamente a 30-35 euro.

A Uno Mattina, la direttrice della divisione energia dell’ARERA, Clara Poletti, ha dichiarato che l’impatto sui clienti sarà di circa 2 euro in un anno, oltretutto con tempistiche più lunghe e in base a un meccanismo graduale. Insomma, nessuna sorpresa in bolletta ad aprile.

La nuova delibera dell’ARERA

In seguito alla preoccupazione di alcune associazioni di consumatori, l’ARERA ha già provveduto a far luce sulla nuova delibera. La 50/2018 riguarda, infatti, solo casi particolari, limitati sia numericamente, sia rispetto agli oneri generali di sistema. Questi oneri corrispondono a quelli che i distributori hanno anticipato, ma i venditori non hanno rimborsato loro.

Non si tratta dunque, come racconta la bufala, di risanare la situazione creata da chi non paga la bolletta. Per prevenire questi ammanchi, infatti, è già attiva una procedura apposita, la Cmor: corrispettivo di morosità.

La conferma di Codacons

Anche l’associazione dei consumatori, Codacons, che resta contraria alla delibera dell’ARERA, è intervenuta smentire la bufala.
Riferendosi al messaggio, lo ha definito “pericolosissimo perché invita anche a non pagare la bolletta in attesa di una sentenza del Tar.”

Il Tar, chiamato in causa erroneamente, dovrà comunque rispondere a Codacons. L’associazione sta infatti preparando un ricorso per chiedere l’annullamento della parte in cui la delibera addebita a tutti i consumatori gli oneri di sistema non pagati.

2018-03-23T19:54:26+00:00
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