Dazi USA sul fotovoltaico: quali sono le ragioni?

Qualche giorno fa è arrivata una notizia che non ha di certo lasciato indifferente l’opinione pubblica. Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha infatti imposto dei dazi doganali sulle importazioni delle celle solari fotovoltaiche. Le imposte riguardano anche altri prodotti industriali, nello specifico sia elettrodomestici, come le lavatrici, sia materiali, come ad esempio acciaio e alluminio.

Secondo quanto rilasciato dal presidente americano, questi dazi inizialmente saranno nella misura del 30%, mentre dal 4° anno in poi scenderanno al 15%.

Cosa sono i dazi e a cosa servono

Un dazio è un’imposta indiretta sui consumi, che viene pagata dall’importatore e che colpisce la circolazione dei beni da uno stato all’altro o da una zona commerciale all’altra. La pratica del dazio doganale fu introdotta nel Medioevo e in origine si trattava di un’imposta tra comuni diversi.

Nella maggior parte dei casi i dazi sono sulle importazioni, ma ne esistono alcuni anche sulle esportazioni, basti pensare ai paesi “poveri” di strutture industriali ma ricchi di materie prime.

Lo scopo principale dei dazi, almeno nelle intenzioni, è quello di combattere la produzione “sleale” dei beni, che sfrutta bassi costi industriali e costi di manodopera ancora più inferiori, al fine di proteggere le produzioni nazionali di quegli stessi beni.

Quali sono le ragioni dietro a questa manovra politico-economica?

A puro titolo informativo, in un mondo sempre più globalizzato, può apparire strano che le aziende Suniva e SolarWorld, tra quelle che maggiormente hanno spinto affinché l’amministrazione degli Stati Uniti introducesse dei dazi, risultino di proprietà non americana. La prima infatti è cinese, l’altra tedesca.

Le possibili ragioni dietro la manovra

Viene da chiedersi quali siano le ragioni socio-economiche e politiche dietro questa manovra. La situazione va analizzata sotto 2 punti di vista: quello dell’America e quello dei paesi esteri.

Con l’introduzione di questi dazi, l’America tutela l’economia e il reddito interni e va chiaramente verso il protezionismo. Quanto ai Paesi come la Cina e la Germania, il fatto che spingano gli USA a imporre dei dazi (situazione che sulla carta andrebbe a loro svantaggio), è in realtà il segno di un disinteresse ad avere rapporti commerciali con gli americani.

L’arresto di una globalizzazione sostenibile diventa quindi solo un pretesto, che nasconde una questione molto più delicata.

Vi siete fatti un’idea sulla vicenda? Diteci la vostra nei commenti.