Petroliera Sanchi: disastro ecologico in vista?

La petroliera iraniana Sanchi, che il 6 gennaio ha inspiegabilmente cozzato contro un mercantile nel Mar Cinese, si sta inabissando.

La dinamica del disastro

La nave ha sprigionato per oltre dieci giorni fumo nero, senza che si potesse spegnere l’incendio o tentare un qualunque intervento. È andata alla deriva per oltre 300km e poi ha iniziato a inabissarsi.

La petroliera Sanchi, ricordiamo, viaggiava dall’Iran verso la Corea del Sud quando. Grazie al recupero della scatola nera, si è riusciti a vedere chiaramente la collisione con il mercantile di Hong Kong, Crystal, ma le ragioni restano ancora misteriose.
L’intero equipaggio della Sanchi, composto da trenta cinesi e due bengalesi, è morto nel disastro.

I danni all’ambiente

Dopo la tragedia umana, adesso si pensa a quella ambientale. I danni provocati dall’inabissamento della petroliera Sanchi sono ancora da quantificare: si parla di una macchia di petrolio lunga 300 km. Il disastro è il secondo più grave dal 1991, quando a largo delle coste dell’Angola una petroliera rilasciò circa 260 mila tonnellate di petrolio.
A quanto dichiarano le autorità cinesi, la Sanchi trasportava 136 mila tonnellate di petrolio ultra-leggero (condensato), che corrispondono a circa 1 milione di barili, per un valore complessivo di 76 milioni di dollari.

Secondo il governo l’inquinamento del mare sarà minore di quanto temuto: infatti, gli idrocarburi leggeri sono volatili e dunque la maggior parte sarebbe bruciata in questi giorni.

Il punto di vista dei giornalisti è un po’ differente. Chi è riuscito ad aggirare i blocchi e i controlli, afferma che la chiazza di petrolio è lunga almeno 15 km. Più tempo il carico della Sanchi resta in acqua, più aumenta il rischio che anche il petrolio pesante, quello cioè usato per la locomozione della nave, inquini l’ecosistema marino.

A questo punto le speranze sono almeno due: la prima è che le autorità intervengano in maniera repentina per contenere il più possibile il danno. La seconda è che si comincino a prevedere delle misure per cercare di evitare, in futuro, che disastri simili si ripetano.

Cosa ne pensate? Attendiamo di conoscere il vostro punto di vista!

2018-01-23T01:00:56+00:00
- INFORINNOVABILI.IT -

OTTIENI PREVENTIVI GRATUITI

close-link