Piante Antismog: combattere l’inquinamento

 

Il termine smog nasce dalla fusione delle parole smoke e fog per indicare una particolare condizione che negli anni ’50 si andò a creare nei cieli di Londra. Nell’inverno del 1952 a seguito di una particolare condizione atmosferica, che impedì la dispersione dei gas (anidride solforosa e ossidi di azoto) negli strati più alti dell’atmosfera, la nebbia si mescolò ai fumi e alle polveri incombuste derivanti dall’intensivo uso di carbone creando nei cieli della capitale una cappa velenosa. Attualmente è vero che l’utilizzo del carbone e molto più limitato me è anche vero che si utilizzano altri combustibili e il problema non è scomparso.

Lo sapevi che le piante possono aiutarci a vivere in un ambiente più salubre?

Tra le mille ragioni per avere alberi in città c’è anche quella che sono efficacissimi alleati contro lo smog. Le piante, da sempre, sono fondamentali per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, alcune di queste, però hanno la particolare capacità di depurare l’aria atmosferica da sostanze tossiche: parliamo delle piante antismog o anche dette piante anti-inquinamento.

Le piante oltre ad abbellire le strade delle nostre città, combattere il calore estivo grazie alle loro chiome ombreggianti, per loro natura, rendono vivibile l’ambiente fornendo ossigeno; esse sono, infatti, in grado di assorbire la CO2 che, purtroppo, immettiamo in atmosfera in grandi quantità.

Ora cerchiamo di capire come le piante ci vengono in aiuto lavorando sinergicamente con i batteri presenti nel terreno. Possiamo considerare gli alberi come dei filtri naturali. Le foglie, organi specializzati a compiere il processo di fotosintesi clorofilliana, sono in grado di assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno nell’ambiente circostante grazie agli stomi (strutture la cui funzione è consentire lo scambio gassoso fra l’interno e l’esterno della pianta). Durante tale processo una grande quantità di molecole di particolato e gas inquinanti vengono trattenuti e assorbiti e poi attraverso il metabolismo resi inerti; il processo continua convogliando le radici le sostanze di scarto. Le radici, a loro volta, liberano le sostanze nocive nel terreno, dove sono presenti i microrganismi capaci di metabolizzarle e neutralizzarle.

Le piantumazioni antismog, possono inoltre migliorare il microclima delle città e ridurre pertanto l’uso di combustibili fossili (circa 18 kg/anno per ciascun albero).

Secondo ricerche, condotte dall’Ibimet (Istituto di biometeorologia del Cnr di Bologna) e il Crea (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), alcune varietà di piante sono più forti di altre nell’aiutarci a combattere il problema smog e ora vediamo quali:

  • Il bagolaro (Celtis australis L.) ottimo per trattenere le polveri sottili.
  • Il tiglio selvatico (Tilia cordata L.) ottimo nell’assorbire CO2.
  • Il biancospino (Crataegus monogyna L.) ottimo nell’assorbire CO2.
  • Il frassino (Fraxinus L.) alta resistenza a condizioni avverse e può resistere al forte inquinamento urbano e ottima capacità di assimilazione di CO2.
  • L’orniello (Fraxinus ornus L.) resistente alle condizioni avverse.
  • L’acero campestre (Acer campestre L.) particolarmente indicato per le polveri sottili.
  • L’acero platanoide (Acer platanoides L.) particolarmente indicato per le polveri sottili.
  • L’acero di monte (Acer Pseudoplatanus L.) particolarmente indicato per le polveri sottili.
  • L’albero di giuda (Cercis siliquastrum L.).
  • Il gelso (Morus L.).
  • L’ontano nero (Alnus glutinosa L.).
  • Il carpino bianco (Carpinus betulus L.).
  • Il tiglio (Tilia L.) è una delle essenze che offre la massima assimilazione di anidride carbonica per metro quadrato di foglie e polveri sottili.
  • L’olmo (Ulmus L) particolarmente indicato per le polveri sottili.
  • L’eleagno (Elaeagnus L.) ottimo accumulatore di metalli pesanti come il piombo.
  • Il ligustro (Ligustrum L.) ottimo accumulatore di metalli pesanti come il piombo. 

Degno di nota è un progetto totalmente finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) per combattere l’inquinamento atmosferico che ha selezionato un gruppo di arbusti mediterranei capaci di trattenere metalli pesanti e particolato e ne valuta la prestanza.

Questo gruppo di piante caratteristiche del nostro habitat mediterraneo sono ottime per creare siepi o barriere arbustive contro lo smog:

  • L’agrifoglio(Ilex aquifolium).
  • Il viburno (Viburnum L.).
  • Il corbezzolo (Arbutus unedo).
  • La fotinia (Photinia serrulata).
  • L’alloro (Laurus nobilis).
  • L’eleagno (Elaeagnus).
  • Il ligustro (Ligustrum lucidum).

La messa a dimora delle barriere arbustive dovrà tener conto delle zone urbane maggiormente trafficate, aree intensamente abitate (impianti termici) e aree di tipo industriale, al fine di attenuare le esalazioni di sostanze nocive come polveri sottili e metalli pesanti.

Concludiamo dicendo che, l’operazione di mettere a dimora una pianta arborea in ambiente urbano, svolge un’azione di riduzione della CO2 equivalente a quella di 3/5 alberi in aree forestale. Basti pensare che cinquemila piante in un anno assorbono 228 chili di PM10: pari alle emissioni di oltre mille macchine che percorrono 20 mila chilometri in 12 mesi.