Firmata la Strategia Energetica Nazionale (SEN) al 2030: investimenti per 175 miliardi

Decarbonizzazione al 2025; portare i consumi da fonti rinnovabili al 28% nel 2030; gas naturale come fonte di transizione e 175 miliardi di euro di investimenti.
Questi sono i mezzi e gli obiettivi più rappresentativi della SEN 2030 firmata in questi giorni dai ministri Galletti (Ministero dell’Ambiente) e Calenda (Ministero dello Sviluppo Economico).

Competitività, Sicurezza e Ambiente sono le tre vie maestre che guidano il provvedimento SEN 2030. Questo documento è un ottimo punto di partenza. Da qui al 2030 ci vorranno altri strumenti come ad esempio la Strategia Clima Energia che il governo dovrà predisporre entro il 2018.

Il gas naturale come fonte di transizione

Il gas naturale sarà la fonte di energia principale con la quale sarà assicurata la decarbonizzazione dell’Italia mantenendo il sistema sicuro e flessibile. Per questo motivo il Governo lavorerà sul corridoio di liquidità. Si permetterà così all’Italia di abbattere il gap di prezzo con il Nord Europa senza tralasciare la diversificazione delle rotte di approvvigionamento del gas.

Le Rinnovabili

Questi in riassunto gli obiettivi della SEN 2030: le rinnovabili avranno il loro spazio, soprattutto il fotovoltaico e l’eolico, perché hanno già raggiunto la grid parity. L’Italia ha già raggiunto gli obiettivi UE al 2020. Il dato di tendenza ci permetterebbe di arrivare al 2030 col 22% di consumi da fonti rinnovabili. Con questo documento l’obiettivo è stato spostato al 28%. Si cercherà anche di aumentare l’efficienza energetica in modo di poter calare il fabbisogno interno e quindi di consumare meno, ma consumare meglio. Si cercherà di portare la percentuale di energia importata dall’estero dall’attuale 75% al 64%. Tutto questo genererebbe una grande quantità di risparmi.

Gli Investimenti

Per realizzare la SEN 2030 il Governo ha stanziato circa 175 miliardi di euro. Di questi almeno 35 saranno destinati alle rinnovabili ed almeno 30 al potenziamento di reti e infrastrutture. Sarà sostenuta anche l’efficienza energetica specialmente nei settori dell’edilizia residenziale e dei trasporti.

Rimangono invece ancora incerte le politiche sulla mobilità elettrica. “È un tema delicato perché la fonte finanziaria individuata, che poteva essere una componente in bolletta, è forte. Quindi abbiamo chiesto al Parlamento un’ampia condivisione delle forze politiche.”

2017-12-04T19:03:09+00:00
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