UE a favore delle energie pulite: i PIC sul gas

La Commissione Europea ha presentato un pacchetto di finanziamenti riguardante alcune proposte che rientrano nei PIC, cioè  “progetti di interesse comune”.
I finanziamenti riguarderanno le infrastrutture dedicate all’energia pulita all’interno dell’UE. Oltre ai fondi comunitari, i PIC godono anche alcuni vantaggi: iter più snelli nel ricevere le autorizzazioni e maggiore facilità nel realizzare valutazioni ambientali.

La questione del gas

C’è da dire che, però, il termine “energia pulita” è un po’ forzato. I PIC che accederanno ai finanziamenti e ai fondi, infatti, si concentreranno sulle fonti fossili: dei 17 selezionati progetti selezioni, 9 riguardano la realizzazione di gasdotti.
Tra gli studi di fattibilità di questi gasdotti, due in particolari sono degni di attenzione:

  • il CyprusGas2EU, per il passaggio dagli oli combustibili pesanti al gas per la produzione di energia elettrica (finanziato dall’UE con 101 milioni di euro);
  • un gasdotto tra Malta e l’Italia.

Altri finanziamenti saranno destinati al rilascio di licenze per il progetto STEP (1,7 milioni di euro), il cui obiettivo è la costruzione di un nuovo punto, tra la Francia e la Spagna, di interconnessione gas.

Il regolamento per l’approvazione e le critiche

Secondo l’Unione Europea, il gas è il veicolo principale per raggiungere la decarbonizzazione comunitaria, ma molti si preoccupano dell’attenzione che Bruxelles e gli Stati membri dell’UE riservano alla fonte fossile. Infatti, il 23 gennaio scorso alcuni deputati del Parlamento Europeo hanno criticato la metodologia utilizzata nella selezione dei PIC e i relativi livelli di trasparenza.

Come da regolamento, spetta a Bruxelles e all’ACER (Agenzia per la cooperazione dei regolatori nazionali dell’energia) valutare la conformità delle proposte e approvare la lista. In seguito i PIC passano al Parlamento e al Consiglio europei, che hanno due mesi per opporsi o chiedere altri due mesi di proroga per stabilire il loro punto di vista. Se la proposta non viene respinta, entra in vigore. In qualunque caso, né Parlamento, né Consiglio possono chiedere modiche alla proposta.

Ovviamente non mancano le lamentele: c’è chi obietta affinché i deputati possano votare sulla lista, anziché si limitino ad approvare in maniera automatica. Importante ricordare che il voto, a prescindere dal risultato, è espresso sull’intero elenco, non sui singoli progetti.

2018-03-05T23:03:43+00:00
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